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Onboarding in azienda: come aumentare produttività e fidelizzazione dei tuoi collaboratori


Per i nuovi assunti l’inserimento nel contesto lavorativo è sempre una sfida. A prescindere che sia un profilo junior o senior, il primo giorno provoca spesso lo stesso mal di pancia del primo giorno di scuola.

Le preoccupazioni possono essere tante: “saprò fare bene il mio lavoro? Mi troverò bene? Come saranno i colleghi?” Sono più o meno le stesse domande che si farà l’imprenditore: “Saprà fare bene il suo lavoro? Come si inserirà nel team? Avremo fatto bene a scegliere lui/lei?”

Da qualunque punto di vista lo si guardi, dunque, il processo di onboarding assume un’importanza rilevante.


Cos’è il processo di onboarding?

Il processo di onboarding, spesso sottovalutato, è un tassello fondamentale per il successo di un nuovo dipendente in azienda. Consiste nell’accompagnare la risorsa dal primo colloquio di selezione fino al raggiungimento della completa autonomia nel suo ruolo lavorativo.


L’obiettivo di questo percorso è rendere il nuovo collaboratore/trice operativo/a e autonomo/a e, perché no, ridurre al minimo il rischio di dimissioni nei primi mesi dell’inserimento in azienda: un processo di onboarding inefficace o assente è, infatti, uno dei fattori che influenza il tasso di turnover tra i nuovi ingressi. Al contrario, secondo un’indagine di Glassdoor le organizzazioni che hanno sviluppato delle buone pratiche di onboarding aumentano la fidelizzazione dei dipendenti dell’82% e la produttività del 70%. Numeri interessanti, non credi?



Creare un piano di onboarding efficace

Il processo di onboarding include una serie di attività volte a garantire l’inserimento dei nuovi collaboratori all’interno del contesto aziendale. Alcune di queste vanno messe in atto prima che il candidato/a firmi il contratto: l’onboarding, infatti, comincia in fase di selezione.


Ecco alcune delle attività che renderanno il tuo processo di onboarding efficace:

  • Cultura aziendale: in fase di colloquio è compito del selezionatore illustrare ai collaboratori i valori aziendali, la mission, la vision e il modus operandi messo in atto per raggiungere gli obiettivi aziendali. Questo è il primo passo per verificare che il candidato/a sia allineato con i fondamenti aziendali.

Veloce neuro-tip: traduci i valori in comportamenti auspicabili e comportamenti non tollerati, questo aiuterà a creare chiarezza ed evitare fraintendimenti!

  • Pre-onboarding: prima che faccia il suo ingresso ufficiale in azienda comincia a coinvolgerlo nei processi. Qualche esempio? Inserendolo in alcuni flussi di mail, presentandogli i colleghi, illustrandogli i recenti risultati aziendali. In questo modo si sentirà già coinvolto/a e, qualora ricevesse dall’azienda di provenienza una controfferta, la tua sarà avvantaggiata 😉

Veloce neuro-tip: personalizza la lettera di impegno all’assunzione e falla firmare dal CEO!

  • Il primo giorno fai trovare la postazione pronta, il kit di benvenuto, la casella mail già attiva e tutti gli strumenti necessari. Può sembrare un’indicazione banale ma non c’è nulla di peggio che arrivare il primo giorno e non avere nemmeno una postazione assegnata.

  • Organizza la presentazione della nuova risorsa al team: può essere un pranzo tutti insieme o un semplice caffè, l’importante è che lui/lei abbia modo di conoscere tutti i componenti della sua squadra. Allo stesso modo pianifica un breve tour dell’ufficio o dell’ambiente di lavoro per farlo/a familiarizzare con le diverse aree.

  • Assegna alla nuova risorsa, soprattutto se junior, un mentor che possa essere il suo punto di riferimento, che lo possa guidare e rispondere alla sue domande convidendo conoscenze ed esperienze.

Fai attenzione alla persona che scegli di mettergli accanto: oltre ad avere buone capacità relazionali e comunicative dev’essere un promotore dell’azienda, altrimenti otterrai l’effetto contrario.

  • Garantisci la formazione: sia quella specifica per il ruolo, fornendo informazioni dettagliate sulle responsabilità e sulle aspettative, sia quella sui processi aziendali, illustrando i processi interni, le procedure operative, l’utilizzo degli strumenti aziendali.

  • Incontri di Follow-Up: programma incontri regolari con il/la nuovo/a dipendente per raccogliere feedback (anche sul processo di onboarding stesso 😉) e discutere dei progressi e delle eventuali difficoltà incontrate.


3 neuro-tips per un super onboarding

Il breve periodo di tempo che intercorre tra il colloquio e il primo anno in azienda della nuova risorsa ha un incredibile impatto su moltissimi fattori: performance, engagement, retention.


Probabilmente l’onboarding perfetto non esiste ma di sicuro l’azienda deve fare del suo meglio per offrire la migliore esperienza possibile. Ecco 3 suggerimenti da non dimenticare mai 😊

  1. Forma i team leader. È sbagliatissimo pensare che il processo di onboarding riguardi solamente l’HR e la nuova risorsa. Si tratta, al contrario, di un vero e proprio lavoro di squadra. Coinvolgi i team leader e i manager nell’elaborazione del processo di onboarding, chiedi loro di evidenziare eventuali lacune e di dare feedback precisi (meglio se anche scritti) su come le nuove risorse entrate a far parte dei loro team stanno vivendo questo percorso.

  2. Comunica all’esterno il tuo processo di onboarding: sarà uno strumento preziosissimo per aumentare l’employer branding. Utilizza i social per mostrare i welcome day, realizza video in cui i nuovi assunti raccontano la loro esperienza, fai in modo che tutti, potenziali candidati e non, sappiano quanto importante sia per te questo aspetto.

  3. Ricorda sempre che l’onboarding può davvero fare la differenza. Modifica il tuo processo di onboarding in base alla tipologia di candidato/a e grazie ai feedback ricevuti: mantieni il tuo piano “flessibile”, ripensandolo e rielaborandolo ogni volta che lo riterrai necessario.

Queste sono solo alcune delle attività che puoi includere nel tuo processo di onboarding. Personalizzale in base alle esigenze specifiche della tua azienda e del ruolo del nuovo dipendente. Un approccio completo all'onboarding contribuirà a creare un ambiente di lavoro positivo e a facilitare il successo dei nuovi membri del team.


Vuoi saperne di più? Scrivici per studiare insieme la tua strategia di onboarding 😊



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